È’ tempo di partire

mango
I cambiamenti, le novità mi urtano sempre. E’ così rassicurante la routine di tutti i giorni, ripetere tipo automa ogni 24 ore gli stessi movimenti, le stesse manie. Impugno il volante, apro il microonde per scaldare il caffelatte, checko la posta, ti cerco, ti chiamo, mi trucco, non mi pettino, alzo il volume, non passo col rosso, cerco di memorizzare che giorno è oggi, striscio il badge, ti bacio, compro il latte. In ordine sparso.

Quell’ordine che mi piace respirare, molto mentale, poco fisico. Prendo le chiavi, ripongo le chiavi, come la cera, sempre appese alla maniglia della porta. E quando per caso non le trovo più, ecco tutto crolla inesorabilmente, facendo un tonfo sul pavimento.

Avevo pensato, programmato, voluto pubblicare il post sulle corde, ma non sono dell’umore giusto. Questo è un repentino cambio di programma, una svolta, che non mi fa stare male, ma mi riempie la cassa toracica di aria. Come ieri che facevo un colloquio con una psicoterapeuta, potenzial fornitore, che mi parlava di aria fritta ed io, coi piedi per terra, la incalzavo dicendo fammi un esempio pratico. Che ho bisogno di toccare con mano. Che sono San Tommaso. Non mi fido, non ci credo.

E lei, allora si alza, passa dall’altra parte della mia scrivania, supera la barriera spazio temporale tra noi e mi sussurra siediti così, respira colà e intanto mi tocca il petto. E mi spiega ‘sta cosa del buttare fuori l’aria con la cassa toracica e poi con la pancia. Io non l’avevo mai capita. Giuro, nonostante i mille anni passati a fare pilates. E mi è venuto il batticuore, e poi invertendo, mi sono rilassata. Ma io non ne ho bisogno, le ho detto. Sono gli altri che sono stressati, io no. Il mio lavoro è far star bene gli altri.

Io mi calmo da sola, basta che mi isoli, tiro su la cerniera e… wow in trenta secondi ho fatto il vuoto. Terra bruciata intorno a me.

Ma questa volta migro anche io e questa è una buona notizia. Che alla fine quando gli altri partono e tu resti, ecco è questo che no, non va bene.

I tempi sono diversi, ma non sono mai abbastanza maturi. Che poi maturi che cosa vuol dire? Non so se l’hai notato, mi sto sforzando di non dire parolacce. E ci sto riuscendo. Che poi puoi crederci o no, ma nella vita non le dico mai. Nel mondo fuori è tutto diverso, bisogna essere coscenti, qui invece è tutto un sogno ed io posso chiudere gli occhi e immaginare quello che mi pare.

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42 pensieri su “È’ tempo di partire

  1. Senza immaginazione cosa saremmo? a volte penso che se realizzassimo tutte le fantasie saremmo più tristi…

    Cmq ho sempre predicato anche io l’erotismo come pratica di rilassamente… mnon mi hanno mai dato molto credito.. chissà perché..

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  2. Tecniche di rilassamento non ne ho mai imparate… come sai non smetto di avere la solita impostazione di entrare a spinta senza chiedere “permesso”. E però… sarebbe bello un giorno spogliarmi e capire come si respira per sciogliersi. La foto è bellissima… e leggo tra le righe qualcosa di molto più intenso delle corde… in questo post eri tu una corda e vibravi, pure tanto!

    Ah, mi hai spaventato inutilmente… è una marlboro, non una sigaretta creattiva! (non ci sono refusi… è una crasi)

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