A mio padre

flashdance

Ci reincontriamo, io e te. Nuovamente, come fosse la prima volta.

A volte serve far finta di non conoscersi per ricominciare da capo. Per giocare, per giocarsi tutto.

Voglio il mare, anche se d’inverno mi sa di tristezza. È così, mi chiedo?

Voglio mangiare con le mani, sedermi per terra, tenere gli occhiali da sole anche al buio. Che i miei occhi sono chiari e non c’è neanche bisogno di inventare scuse.

Voglio, voglio, voglio, sono talmente concentrata su me stessa che manco mi accorgo degli altri.

Ma ho risolto tanti nodi. Ho parlato con te, non ci parlavamo da vent’anni. Ho dovuto aspettare di essere sul tuo stesso piano, alla pari per poterti capire. Che poi alla fine la fantasia non mi manca, ma nei rapporti a due, non riesco ad immaginare. Devo sbattere la testa per capire.

Eri felice di poterti di nuovo confidare, di raccontarmi di lei per la prima volta. Che stupida, ci io messo dieci anni. Dieci anni persi e ora ritrovati. Verrò a trovarti, te lo prometto. In quella città del nord, che mi dicono tutti che è viva, universitaria, col castello e il fiume blu, che richiama valzer, concerti del primo dell’anno, quando tutti nel letto ci svegliavamo con la musica a tutto volume, che avevi scelto per noi.

Mettevi Paolo Conte, Bennato, Serge Reggiani, Flash Dance, senza neanche aver visto ancora il film ero già pazza di quella musica, che mi ricordava contrasti, sporco di grasso, docce e lap dance. Era il periodo di Madonna, del diario segreto con le foto di nudo, dei giradischi ed io che sbobinavo le canzoni per scoprire il testo.

Era già tutto un casino, erano lacrime e sangue, erano libri aperti alle 4 del mattino per ripassare i verbi greci, appiccicare con lo sputo i versi di Dante, ricordare dove appoggiava il cappello Renzo, i margini sui protocolli delle verifiche di algebra.

Eravamo noi quattro, eravamo noi tre, è tutto perduto, non ci siamo più ritrovati. Siamo sale, sparsi per il mondo, neanche il Natale ci unisce ormai, solo Whatsapp. Ah! Solo la cazzo di tecnologia ci salverà?

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4 pensieri su “A mio padre

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