Promiscuità


Ho imparato l’anatomia del tuo corpo: le linee, gli incavi, i buchi, le protuberanze, i muscoli, le escrescenze, il tuo odore, il tuo profumo, il tuo sapore. Come ti muovi, cosa ti piace, cosa cerchi, cosa ti imbarazza. I tuoi sorrisi, il tuo sguardo, le tue frasi interrotte.

Ho preso appunti, diligentemente, come mi piace fare. Come a scuola. Ho segnato ogni giorno i punti chiave da memorizzare. Procedo per schemi, io. Ho focalizzato le nostre esigenze, ho tracciato le curve, ho composto le tabelle.

Non so tutto di te, mi serviranno altri anni, ma almeno il diploma l’ho preso. Ne sono certa. Non sono l’unica ad averlo conseguito, questo lo so, ma non mi importa per nulla, non sono gelosa e l’autostima non mi manca.

Ora sono pronta, siamo parati. C’è un mondo da esplorare ed io lo voglio fare con te. Una voragine che mi attira, come le sirene con Odisseo formidabile. Un percorso da intraprendere, tempestoso, che mi eccita, che mi infuoca.

Ti riconoscerei tra mille, anche al buio, nella penombra dei corpi aggrovigliati, catene, incastri di pelle e muscoli, tra i fiati intrecciati, le mani allungate, i permessi richiesti ed accordati, gli assensi, gli accessi, le aperture, le disponibilità concesse a sconosciuti mascherati dalle luci strobostopiche.

C’è qualcosa che mi affascina, che mi chiama, che mi porta a desiderare tutto ciò. Fa parte di me.
Me ne sono resa conto all’improvviso, come quando hai i pezzi del puzzle davanti e non hai idea della figura che si comporrà alla fine. Quella prospettiva dall’alto che aiuta e ti permette di avere una visione a lungo termine, della tua vita. Piccoli passi che compongono un viaggio speciale, il nostro.

È andata così: io davanti a te, con l’entusiasmo e il desiderio struggente e primordiale di provare qualcosa di nuovo, diverso. Una svolta alle nostre vite. Mi guardo indietro e osservo le curve, i tornanti che ho tracciato per noi. Sempre.

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Cartoon spanking #4/5

Mango

Siamo noi orchidee

Illustrazione di Alidivelluto.

Questo è il tempo delle orchidee, come anche Mister K. ci racconta, che se durante l’anno le hai protette e bagnate, ora sono in fiore, tremendamente stupende, perfette, anche chiuse in cattività, nei nostri appartamenti eccessivamente riscaldati, inquinati. Che io le ho viste crescere nella giungla, appoggiate come parassite sugli alberi, tra le scimmie. Chissà se quelle dipendono da qualcosa, da qualcuno?

Pensavo di non essere buona a mantenerle, perché morivano sempre, poi ho scoperto che io non c’entro nulla, mio malgrado. Ero convinta di avere una certa influenza su di loro, di poterle controllare, invece quelle se ne sbattono altamente. Io non so se sta cosa è una verità assoluta, ma mi sono fatta l’idea che il 99 per cento del successo, della loro esistenza sia l’ambiente in cui si trovano. Un posto riparato, protetto, illuminato, ma senza luce diretta. E allora, quando sono pronte, ti donano dei ramoscelli ricchi di infiorescenza, che tolgono il fiato.

Credi che il merito sia tuo, l’amore, la comprensione, la dedizione, la cura, le mani, la bocca, il naso, l’acqua, la luce, le tenebre, il sostegno, la presenza, le parole, e invece quelle sono totalmente impermeabili ad ogni attenzione, ogni slancio, ciascun singolo gesto d’affetto.

Io davvero non so cos’abbiano questi fiori, che io preferisco di gran lunga le peonie, così disordinate, fitte, generose, romantiche, ma il loro essere così geometriche, spudorate, carnose, voluttuose, le rendono selvaggiamente attraenti. A tratti volgari, sessuali, sembrano un sesso disponibile e provocante. E Mickey Rourke lo sa!

C’era un tempo, credo dieci anni fa, in cui frequentavo un corso serale di giardinaggio all’università popolare. Avrei voluto imparare tutto, aggirarmi tra i giardini con zappetta e scala, con i guanti, il cappello a larghe falde, le gocce di rugiada, gli stivali di gomma, il grembiule, la camicetta a quadri, in perfetto stile british.

Avrei voluto conoscere i nomi dei fiori a memoria e assorbire i segreti di quel mondo così affascinante. Ho imparato poco, anzi proprio niente.

m3mango nell’eden


Me ne aveva parlato un’amica. Una tipa di quelle un pò alternative, con gli occhialoni da vista enormi bordati in maniera esagerata di nero.  Con anelli, orecchini e tatoo in ordine sparso, con quei pantaloni a cavallo basso, le tshirt con colori a caso psichedelici, il basco di sbieco in lana grezza, le Camper asimmetriche, le collanine mistiche e l’amore per la naturopatia sempre ed ovunque, insomma l’opposto mio e al tempo stesso esattamente il tipo di persona che mi attrae.

Mi aveva portato il listino prezzi, fotocopiato malamente, un lungo elenco di servizi a prezzi davvero invitanti, in centro città, proprio sul tragitto casa/lavoro. Come potevo non andare a ficcarci anche io il naso?

Per cui ho telefonato e prenotato la cosa più semplice che potessi farmi fare, giusto per provare e poi eventualmente tornarci, rassicurata e convinta di non essere finita per sbaglio in una macelleria improvvisata.

E ieri è stato il mio giorno. L’ingresso, dalla strada appare molto elegante e accogliente, porte scorrevoli, telecamera, portiere, triplo ascensore, pulsantiera touch, receptionist molto fashion, con capello corvino, carina e occhialuta, luci chiare, piante d’appartamento, poltroncine d’attesa in cui sprofondare e un andirivieni di giovin fanciulle quasi tutte con la coda di cavallo sventolante, curatissime, smalto, sopracciglia disegnate, casacca bianca con scollatura e cerniera sul seno, pantaloni a sigaretta dello stesso colore e ciabatte mediche d’ordinanza (che a me fanno sempre un certo effetto, n.d.r.). Tutte con pochette nera sottobraccio. Alle 15 in punto qualcuno annuncia il mio cognome. Oddio, tocca a me!

Mi viene incontro una dolce pulzella, non troppo alta, sorridente, che mi accompagna in una camera, con luci soffuse, sgabelli e sedute imbottite. Mi fa accomodare, accende la lucina, mi fa allungare i piedi e intanto si china in avanti e mi mostra il suo generoso décolleté, si inginocchia per prendere il barattolo di crema e si intravede l’intimo bianco latte. Io cerco di mantenere un fare di nonchalance, ma mi pare di essere dentro un film, o forse mi han catapultato  nell’eden, o in paradiso, certamente in un posto meraviglioso, dove la vita ti sorride sempre, non devi lavorare, fare la lavatrice, pagare la spesa, rispondere di sì al capo, fanculare chi ti taglia la strada in auto.

Mi prende entrambe le mani e in un’ora e mezza di puro piacere mi fa una manicure da raccontare ai posteri.

Enigmistica per #zozzolerci 3

Cari enigmisti #zozzolerci come oramai tradizione il mercoledì è il giorno di:

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periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

Anche in questo numero L’Enigmista Mascherato ha voluto essere dei nostri, con un altro dei suoi fantastici ZOZZOCRUCI.

Vi ricordiamo che per ambire al meraviglioso premio finale dovrete inviare le vostre soluzioni a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

Per permettere la partecipazione anche ai nuovi lettori pubblicheremo tutte le soluzioni delle varie settimane solo alla fine!

REBUS (2, 5, 3, 7, 1, 5)

m3mango

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ZOZZOCRUCI

L’Enigmista Mascherato

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Per partecipare all’estrazione del fantastico premio finale dovrete inviare le soluzioni di tutti e quattro i giochi.

Visitate dunque anche quelli di alidivelluto e ysingrinus.

IL PREMIO

Per stuzzicare la vostra fantasia, direttamente dalla sensuale mano di m3mango, ecco il secondo indizio sul meraviglioso premio che vi attende!

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Chi volesse partecipare in qualità di redattore è il benvenuto. Ci scriva a enigmistica.zozzolerci@gmail.com

Ma cosa vogliono i Managers? #3


Quando parli con loro devi essere sempre molto sintetica, puntuale nelle domande e se possibile usa un elenco puntato. Sono così: sono distratti, concentrati su se stessi, ma soprattutto si annoiano in fretta. Del tipo che se gli scrivi testi con più di 100 caratteri, già ti cestinano. Sono come bambini e loro adorano essere trattati così. E proprio come i fanciulli hanno bisogno di sentire l’autorità e ogni tanto devi cazziarli. Prenderli per la punta dell’orecchio e sussurargli, sibilando, tipo maestra vecchio stampo, suora tutto d’un pezzo: hai fatto i compiti? No? Dovevi consegnarli oggi. Muoviti, cristo!

E allora con la mail di recall in cui gli ricordi che sono in ritardo cronico, loro si spicciano ed eseguono a testa bassa quello che gli stai chiedendo.

Giuro, è un bel godere. Abituati come sono a dare ordini a destra e manca, vederli un pò sottomessi che finiscono il compitino e te lo mandano anche un pò titubanti, riempie di orgoglio il mio lato mistress. Così in quattro e quattr’otto realizzo dall’Excel autoprodotto al volo via web che i manager incalliti partecipano a frotte all’evento di un week end primaverile e rinunciano a giocare a golf, almeno per 48 ore.

Sono felice, sta avendo successo. Alla fine i ragazzi vogliono solo divertirsi.

Certo, non riesco fare a meno di pensare che questi bei personaggi, che credono di essere tutti fighi e avere solo top client, dopo una giornata in giro per il mondo, con il cellulare siliconato alla mano, che muovono l’economia, producono utili, scorie, che muovono aria e bigliettoni, non desiderino arrivare la sera in un luogo di rifugio, non dico casa perchè il manager non ha fissa dimora per definizione, e con un tè al limone, invece del classico scotch liscio, anelino una donna, un uomo che con frustino alla mano gli dica per una volta cosa fare, come mettersi, come posizionarsi, ma non sul mercato, ma sul letto o sulla sedia, o sul balcone, sul cesso, in doccia, per terra, nel pianerottolo, in ascensore, in garage, magari sul cofano, che è sempre un posto molto carino per far certe cose.

 

 

Enigmistica per #zozzolerci 2


Cari enigmisti #zozzolerci benvenuti al secondo numero di:

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periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

In questo numero avremo anche il contributo di un redattore (o redattrice) d’eccezione che ci ha inviato un gioco appositamente creato per la nostra rivista. Ci ha chiesto di mantenere l’anonimato quindi per voi tutti sarà noto come L’Enigmista Mascherato!

Vi ricordiamo che per ambire al meraviglioso premio finale dovrete inviare le vostre soluzioni a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

Per permettere la partecipazione anche ai nuovi lettori pubblicheremo tutte le soluzioni delle varie settimane solo alla fine!

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Da Vice: Intervista a una delle sex blogger più famose di internet

A qualsiasi persona si sia trovata su internet a leggere di sesso in inglese è capitato di imbattersi in Girl on the Net. Ogni mese, 100.000 persone visitano il suo blog per leggere ciò che ha da dire su temi come la doppia penetrazione con lo strap-on, il perché le donne alte non escono con gli uomini bassi, la prima volta in cui si ha a che fare con sesso anale e i giochi erotici che prevedono l’uso di coltelli.

In pratica, GOTN si è costruita un seguito raccontando i vari modi in cui gli esseri umani possono fare sesso, ma man mano che il suo profilo anonimo online cominciava ad attrarre attenzione, la sua vita è cambiata. Si è innamorata, ha avuto un esaurimento nervoso, e ha dovuto ripensare a chi era veramente, dietro la maschera anonima di GOTN.

È di questa parte della vita di GOTN che parla il suo nuovo libro, How a Bad Girl Fell in Love. L’abbiamo raggiunta per una chiacchierata.

VICE: Un tema fondamentale nel tuo lavoro è la confutazione del pensiero socialmente accettato secondo cui i gusti sessuali derivano dal genere—l’idea che agli uomini piaccia il sesso e alle donne piacciano le coccole. In che misura credi che le nostre preferenze sessuali derivino dai condizionamenti sociali?
GOTN: Penso che la cosa interessante in questo momento sia proprio il fatto che non lo sappiamo. Molte delle cose che ci insegnano a credere hanno un’influenza su ciò che vogliamo studiare. Così magari studiamo le varie attitudini che ha la gente quando pensa al partner ideale, ma gran parte di quelle ricerche–e del modo in cui interpretiamo i risultati—è basato su cosa sappiamo già. Le persone che guardano il tutto da un punto di vista evolutivo diranno: “la ricerca ci dice che gli uomini vogliono questo e le donne questo.” Ma riusciamo davvero a capire quanto di questo derivi dalla natura e quanto invece sia acquisito?

Se decidiamo di affermare che almeno alcune delle nostre abitudini e preferenze sono acquisite, stiamo dicendo che c’è la possibilità di cambiarle?
È una domanda difficile. Non voglio arrivare a dire che puoi attivamente modificare i tuoi gusti sessuali, perché andando troppo a fondo in questo ragionamento si finisce per pensare che le terapie per “convertire” i gay abbiano un fondamento. Quello che credo è che non solo possiamo esplorare il perché di una particolare perversione ma anche che abbiamo la responsabilità di analizzarla.

A me piace il BDSM e mi piace essere sottomessa sessualmente, e prima di aprire il blog avrei detto, “Bene, non ci posso fare niente: si tratta di ciò che vuole la mia vagina.” Ora sono più propensa a dire: “Sì, questa è una cosa che mi attrae sessualmente e non ho intenzione di vergognarmene, ma posso cercare di capirne il perché.” Probabilmente ci sono un sacco di questioni sociali e culturali per cui trovo questa cosa eccitante—influenze precoci, cose che ho visto da piccola e che hanno avuto un’impronta sul mio modo di pensare. Non direi che ognuno può e deve plasmare i propri desideri, ma che tutti possiamo esplorarli; e questo, in fondo, rende le cose molto più interessanti.

Scrivi molto onestamente di come sia possibile fare del sesso stupendo con gente che non ti piace. Non è vero che essere innamorati equivale sempre a una buona intesa sessuale. Ma anche al di fuori dai circoli religiosi, c’è chi si arrabbia al solo pensiero. Attribuiamo ancora un valore sacro al sesso, vero?
Sì. C’è quest’idea che il sesso è la cementificazione dell’amore o la scintilla che porta all’amore. Sta tutto in quell’idea che l’amore sia l’obiettivo finale, che l’amore etero e monogamo sia questa bolla di splendore, l’ideale che dovremmo voler raggiungere.

Sono d’accordo. Da qui i problemi con la commercializzazione del sesso..
È come un riflesso. Appena si nomina il sesso, la gente si agita. Penso che la prostituzione sia un argomento particolarmente ostico per molte persone. L’idea che sia un lavoro è così radicale perché da quando nasciamo ci viene insegnato che le nostri parti intime sono preziose. Forse agli uomini non particolarmente, ma alle donne di sicuro. Si lega tutto alle nozioni di purezza e verginità, che hanno una forte influenza su di noi.

Sembra che tu sia estremamente paziente con la quantità infinita di foto di peni che ricevi, ma dal tuo libro, la cosa più allarmante è che alcuni uomini non capiscono di poterti intimorire. Come il ragazzo che ti ha scritto, “Lol, non sono uno stupratore,” e poi, “non costringermi a mandarti dei fiori.” Credi di essere arrivata a qualche agghiacciante verità sulla psiche di queste persone?
Non userei la parola agghiacciante, ma prima di aprire il blog avrei detto che i ragazzi non capiscono il femminismo, ma che spiegandoglielo ci possono arrivare. In realtà, ci sono un sacco di uomini che sono onestamente dalla nostra parte e che hanno a cuore il problema, solo che non sono disposti a vedersi potenzialmente come “cattivi”. Una delle cose mi stupisce è il fatto che nessuno pensa mai di essere il cattivo.

Cioè, anche io non credo di essere ‘la cattiva’! Ho fatto e scritto cose sul mio blog che ripensandoci adesso giudico orrende. Ma al tempo non sapevo di essere dalla parte del torto. Quando però ricevo cose estreme, cose veramente aggressive, là non c’è prospettiva e si tratta semplicemente di un comportamento di merda. Come regola generale, cerco di non parlarne troppo. Sento che più ne parlo, più ricevo messaggi del genere.

Quali sono state le parti del libro più difficili da scrivere?
Per me è molto difficile affrontare il tema della salute mentale. Voglio trasmettere l’orrore—ho vissuto momenti in cui veramente non volevo più vivere—ma non voglio sembrare indifesa. Voglio poter dire, “È una merda, ma ecco qua cosa ti lascerà di positivo,” e questo è particolarmente difficile da fare, soprattutto in momenti in cui magari non me la passo bene.

Credi che il modo in cui parliamo di sesso stia cambiando in positivo, o ci sono ancora troppi finti esperti in giro?
Voglio essere ottimista, ma di tanto in tanto mi imbatto in articoli tipo, “Cinque cose da non fare durante un rapporto a tre”, o quelle cose incredibilmente dogmatiche della stampa mainstream. Ma sì, in generale sono ottimista. Abbiamo esperienze più variegate, il nostro mondo è sempre più vasto, e abbiamo abbastanza informazioni per poter rifiutare quel tipo di articoli.

Per avere informazioni su Girl on the Net: How a Bad Girl Fell in Love vai qui.

Segui Frankie Mullin su Twitter.

Fonte

Rebus #zozzolerci: le soluzioni

Continua il progetto #zozzolerci, a cui stanno partecipando tanti blogger solerti e fantasiosi. Qui le istruzioni per aderire.

Ecco le soluzioni ai miei rebus! A grande richiesta (!) ne ho preparati altri, in pubblicazione prossimamente.

Non è stato facile selezionare il vincitore. Assegno il premio ad Alidivelluto perchè ha sempre risposto correttamente e per due volte è stato il primo a inviare la soluzione. Sará contattato via email per il premio.

Ringrazio tutti i blogger che hanno partecipato: Ysingrinus, Mela sBacata, Gintonki, Kikkakonekka, BeepBeep74, Chezliza, Rachelgazometro, Dmitri, Mkfindus, Pornoscintille, Wutternack.

Rebus #zozzolerci #1

Rebus: 7, 10. Soluzione: schiave incatenate.

Rebus #zozzolerci #2


Rebus: 8, 3, 10. Soluzione: trombare nel sottoscala.

Rebus #zozzolerci #3

  Rebus: 7, 2, 6. Soluzione: scopare di brutto.

Rebus #zozzolerci #4

Rebus: 4, 4. Soluzione: gang bang.

Da Chezliza: votre yeux 

Comme une seconde peau … votre yeux … ne vous arrêtez pas moi Voir…

(Dedicato a m3mango, da Chezliza).