Your job is blow job

mango
Non sapevo se fosse stata davvero una buona idea. Alla fine ti conoscevo da poco, non sapevo i tuoi gusti, cosa ti piaceva, cosa ti eccitava ed io non avevo ancora avuto il tempo di raccontarti i miei.

Però mi ispiravi, mi parevi abbastanza intelligente per assecondarmi. Mi avevi raccontato cose che mi facevano pensare avessi ampie vedute. Aperto, libero, amavi viaggiare, tollerante, diplomatico. Immagino c’entri poco, però nel complesso m’infondevi fiducia e comprensione. Potevo lasciarmi andare, ero tra amici, con la persona giusta per  soddisfare una mia fantasia.

Perché ci vuole cervello, per compiacere senza pregiudizi e con trasporto quello che ti stavo chiedendo.

Ricordo che ero seduta sul letto e con sguardo d’intesa ti porsi il mio vibratore viola. Quello tutto nervature, di gomma.

Avevo le gambe spalancate, il sorriso languido, le braccia appoggiate all’indietro che mi sorreggevano, sul copriletto azzurro puffo.

Tu mi guardasti con malizia e mi feci un cenno per farmi capire che avevi inteso. Lo impugnasti e iniziasti a strofinarmelo in mezzo alle gambe. Due dita sul clitoride, uno nella fica e uno nel culo. Tutto intento a fare un buon lavoro, anche solo per il fatto di restituirmi il piacere.

E invece… No, no, non hai capito.

Non mi devi masturbare, non voglio che mi fai vedere che sai usare il dildo su di me. È un’altra cosa che vorrei da te.

Vorrei osservarti mentre in ginocchio mi guardi compiaciuto e con impegno e passione mi lecchi l’uccello di gomma.

Rosa violaceo, non troppo distante dal colore della mia pelle, tanto che sembra quasi mio, così infilato tra le mie gambe, che spunta e fa capolino.

Continua, ti prego. Guardami dritto negli occhi, passa la lingua su tutta la lunghezza, leccami il culo e poi prendilo tutto in bocca e fammi venire! Cazzo, si!