Promiscuità


Ho imparato l’anatomia del tuo corpo: le linee, gli incavi, i buchi, le protuberanze, i muscoli, le escrescenze, il tuo odore, il tuo profumo, il tuo sapore. Come ti muovi, cosa ti piace, cosa cerchi, cosa ti imbarazza. I tuoi sorrisi, il tuo sguardo, le tue frasi interrotte.

Ho preso appunti, diligentemente, come mi piace fare. Come a scuola. Ho segnato ogni giorno i punti chiave da memorizzare. Procedo per schemi, io. Ho focalizzato le nostre esigenze, ho tracciato le curve, ho composto le tabelle.

Non so tutto di te, mi serviranno altri anni, ma almeno il diploma l’ho preso. Ne sono certa. Non sono l’unica ad averlo conseguito, questo lo so, ma non mi importa per nulla, non sono gelosa e l’autostima non mi manca.

Ora sono pronta, siamo parati. C’è un mondo da esplorare ed io lo voglio fare con te. Una voragine che mi attira, come le sirene con Odisseo formidabile. Un percorso da intraprendere, tempestoso, che mi eccita, che mi infuoca.

Ti riconoscerei tra mille, anche al buio, nella penombra dei corpi aggrovigliati, catene, incastri di pelle e muscoli, tra i fiati intrecciati, le mani allungate, i permessi richiesti ed accordati, gli assensi, gli accessi, le aperture, le disponibilità concesse a sconosciuti mascherati dalle luci strobostopiche.

C’è qualcosa che mi affascina, che mi chiama, che mi porta a desiderare tutto ciò. Fa parte di me.
Me ne sono resa conto all’improvviso, come quando hai i pezzi del puzzle davanti e non hai idea della figura che si comporrà alla fine. Quella prospettiva dall’alto che aiuta e ti permette di avere una visione a lungo termine, della tua vita. Piccoli passi che compongono un viaggio speciale, il nostro.

È andata così: io davanti a te, con l’entusiasmo e il desiderio struggente e primordiale di provare qualcosa di nuovo, diverso. Una svolta alle nostre vite. Mi guardo indietro e osservo le curve, i tornanti che ho tracciato per noi. Sempre.

Ode al sacco

   
Per il progetto #zozzolerci lanciato da Ali di velluto e Ysigrinus,  aggiungo un mio piccolo contributo.

Ringrazio Ali di velluto per il disegno bellissimo.

Dico gatto.

Non dico gatto se non ce l’ho nel sacco.

Cerco il sacco.

Sacco in latex, non ce l’ho.

Sacco serio neanche.

Ma ho un’urgenza, una tremenda fretta, anzi abbiamo.

Vado in cucina a cercare un surrogato, un sostituto. Cosa trovo?

Ecco! Ho la pellicola trasparente. Ne ho comprata a pacchi.

Sono andata al supermercato e ne ho riempito il carrello.

Spiega la plastica morbida e sottile, appiccicosa, che comprime e non fa respirare.

Srotola, srotola con attenzione. Avvolgimi dentro, non sono un panino, si, sono il tuo panino.

Scegli tu cosa lasciare fuori, un pezzo di carne a scelta, la pelle, una protuberanza, una fessura, un buco, il baratro, le montagne, le colline, un ramo, la radice.

Mi piace un sacco.

Non riesco a liberarmi, mi sento una mummia alla tua mercè.

Mi affido a te e la temperatura un pò si alza. La plastica mi fa sudare, mi costringe, sento le tue dita che mi toccano, che premono, ma non mi sfiorano veramente.

Fa caldo, molto caldo, chiudo gli occhi: dieci sacchi per te se indovini a cosa penso!

 

Acronimi amorosi

mango

A
mami, solo questo mi interessa, anche se non scopi solo con me, anzi proprio per questo motivo. Non sono gelosa, no, aspetta, lo sono, ma le imposizioni non servono a nulla, anzi, proibire è il primo passo per trasgredire. L’importante è tu corra da me, ogni volta.

Montami, come piace a me, da dietro, mentre le tue dita sfregano ed io trattengo il respiro e ti dico continua e il muro, a sua volta, sfrega sulla nostra pelle e i vicini sono costretti a tapparsi le orecchie, perché siamo sfacciatamente molesti.

Osiamo insieme. Voglio giocare con te, bendami, imboccami, leccami, odorami, 69 passaggi di te e di me, 69 di incastri e nascondini.

Resisti, resisti. Resisti? Mi resisti anche con questa lingerie di pizzo nero, le autoreggenti e il tacco che mi hai specificatamente chiesto, come la comanda che ritira il ragazzetto al ristorante? Che siamo seduti, uno accanto all’altro ed io vorrei scivolare sotto il tavolo e cercarti nel buio?

Eccomi, sono qui solo per te: ti voglio infilare la mano attraverso la camicia color latte e tastare i tuoi morbidi peli neri.

Mostrami cosa ti piace: le mani, la bocca, il naso, la bava, gli odori, l’acqua che scivola tra le nostre cosce, nella doccia troppo stretta, che non permette di muoverci a dovere, dove lo spazio è risicato, ma ci basta, è sufficiente per una vita insieme.

Io ti amo.

O no? Hai ancora dei dubbi? In quante lingue dei gesti, dei pensieri, delle opere e delle omissioni ti devo dire che ti amo alla follia?

6

  
Sei il mio primo pensiero la mattina con lo spazzolino in mano e il dentifricio che mi cola dalla bocca.

Sei tu che cucini ed io ti guardo in mutande sul balcone.

Sei tu che fumi una sigaretta ed io in ginocchio che te lo succhio.

Sei tu che fai la doccia e mi porgi lo shampoo.

Sei tu nel letto che guardi Tumblr con me e sai esattamente le foto, i video, le situazioni che mi eccitano.

Sei tu che guidi e io ti bacio e ti dico una cazzata all’orecchio, per alitarti piano e annusare il tuo odore buono.

Sei tu che scrivi i post e non mi dici che li stai scrivendo e poi io li trovo, li leggo e penso che parli di me.

Sei quello che usa le mani, e le usa bene.

Sei quello che si fa baciare e poi bacia anche.

Sei un chiodo fisso e io non smetto di battere.

Sei come una piovra ed io voglio solo infilarti nelle mutande.

6

It’s wonderful 

 mango 
Via via, vengo via con te. 

Fammi spazio, entro in questo piccolo taschino della tua giacca leggera, sempre accompagnata da una camicia chiara, senza cravatta.

Via via, vengo via con te. Portami lontano, in giro per il mondo, in modo che io possa accompagnarti, proteggerti, coccolarti e qualche volta anche un pò spiarti.

Via via, vengo via con te. Ti seguo ovunque. Non ho neanche più bisogno di chiamarti, scriverti, cercarti, perché vivo appresso a te e posso sentire il tuo cuore che pulsa, batte per me, everytime.

Via via, fammi un poco di spazio, non ne ho bisogno di molto, mi basta un pò di stoffa calda  e sapere che sono al tuo fianco, un pò più sopra il tuo cuore.

Via, via, non ci pensare, anche quando mangi, guidi, cammini, pisci, ti tocchi, io sono lì che ti stringo, ti abbraccio e ti alito il viso col mio fiato flebile.

Via, dai, adoro starti vicina, accoccolata sul tuo petto amoroso, decorato di peli scuri, mi puoi portare, starò zitta, te lo prometto, non ti disturberò. 

E anche quando sarai con le altre sarò dalla tua parte, tiferò per te, felice delle tue scelte.

Via, via, vieni via con me, fatti piccolissimo anche tu così possiamo baciarci e non lasciarci più.