Senso: udito

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Di tutti i sensi e i doppi sensi, a cui sono instancabilmente legata, perché sono un esercizio per il cervello e per il corpo, che se tu afferri i miei doppi sensi e giochi di parole ed io i tuoi, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, siamo insieme sul filo che ondeggia e ridiamo all’unisono e c’è sintonia e forse qualcosa di simile all’amore, dicevo, quello su cui sono in maggior difetto, è l’udito.

Perché se mi origli nell’orecchio, io afferro le singole  lettere che esco dalla tua splendida bocca, ma se sono dall’altra parte della stanza e non parli forte e chiaro, io non capisco.

Non voglio giustificarmi, sia mai, ma di tutti i sensi, quello che serve di meno é proprio questo. Non trovi? Per due anime che si cercano e non dichiarano a parole, ma coi gesti, la tensione reciproca, a che servono le emissioni vocali? Forse sto cercando una giustificazione ai tuoi silenzi, alle frasi spezzate che dette così non vogliono dire nulla, ad occhi discreti, mentre invece i fatti, quelli dichiarati e lampanti, parlano chiaro. Che quando ti chiamo rispondi, quando ti mando una foto mi mandi la faccetta coi cuoricini al posto degli occhi, che mi cucini, che voli da me.

E allora a che serve sentire con le orecchie, se gli organi del cuore, del cervello e del corpo tutto, parlano così chiaro?

Che poi non sentire significa anche un po’ dimenticare, non ricordare e tutto ciò è tipico mio, di Mango, M3 o come vuoi chiamarmi tu. Che il mio nome era un tempo così ricercato e unico e ora ce l’hanno tutte le bambine dai due anni in su. Che affronto l’inflazione!

Che poi si può anche dire, senza vergogna, di essere un pò sordi, del resto lo si può essere su tanti fronti, non trovi? Sordi alle richieste degli altri, sordi al silenzio, sordi al mondo intero.

Ma il silenzio a volte aiuta e pure le orecchie tappate, l’importante è la libertà di parole, che sostengo fortemente, sempre e comunque, pure quella di Charlie Hebdo.

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38 pensieri su “Senso: udito

  1. Dannata inflazione.
    Tutti i sensi sono importanti, soltanto ne usiamo piú o meno piú o meno degli altri. Epoi naturale e bello che qualcuno sia un po’ sordo, un altro un po’ miope o senza olfatto. Basta ci sia il cuore.
    (Alle volte non riesco a non scrivere banalità, è troppo piú forte di me la voglia.)

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  2. L’udito inganna. Ma ci regala la possibilità di sentire cose che i soli gesti non riescono a trasmettere… pensa solo alla musica: vero, si possono sentire le vibrazioni e l’emozione che ne deriva dal percepire il moto ondulatorio delle note che si susseguono… ma è l’insieme, quello delle note sentite e delle note percepite che è la perfezione.
    Dicono anche dei comportamenti umani.

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  3. PS. ho appena letto alcune pagine molto belle del “Diario in inverno” di P. Auster: parlano proprio del rapporto fra corpo e parola (e della sfida all’ineffabilità dell’emozione che le parole compiono)… la citazione è troppo lunga, ma ci starebbe “a fagiolo” (coincidenze). ovviamente tu sei andata oltre nel trattare il ruolo della parola (parlata e udita) nell’ambito di un rapporto elitario…

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  4. Pingback: Senso: vista – m3mango

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