L’incontro

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Mi hai detto che finalmente vi sareste incontrati. Ero contenta che tu avessi combinato proprio quando io ero fuori due giorni per lavoro.

Mi avevi mostrato le sue foto. Era bella. Due occhi così. Un sorriso meraviglioso. La trovavo decisamente sexi. Immaginavo il suo corpo, proseguimento di quegli scatti di viso, che chiamano selfie. Che io vengo sempre malissimo, mentre lei, lei era bella. Avevo visto altre foto che la ritraevano e avevo composto, nel puzzle della mia testa, un corpo armonioso e desiderabile. Forse non avevo visto solo lei, ma tante donne, tutte quelle con cui ti divertivi a chattare, parlare, scrivere, scambiare foto. Ed ora avevi deciso di incontrare una di queste.

Mi hai parlato di pausa pranzo, un ritrovo sfuggente in mezzo alla folla. Non vi eravate mai visti di persona. Almeno è quello che mi avevi raccontato tu. Chissà se era davvero così.

Oppure era solo una di una ennesima volta? Un’ora a disposizione, minuti contati, sessanta. Per appoggiare la tua mano su quelle cosce bianche. Per sfiorare il mento su quelle spalle scoperte. Per intrufolare le mani in mezzo a lievi pelurie rasate.

Con l’eccitazione che scorre lungo la schiena. Con me lontana. Con la possibilità di spostarsi inosservati a casa nostra. 24 ore di tempo. Un letto ampio, senza lenzuola inutili. Solo un telo teso per attorcigliarsi e sudare.

Con la mia approvazione. Con la mia eccitazione. Non voglio guardare, non voglio assistere. Voglio racconti succinti, appena accennati. L’odore estraneo sul mio cuscino, forse anche un capello abbandonato ai piedi del letto.

Com’è andata? Era brava? Si è inginocchiata come nella migliore tradizione di Tumblr? Oppure le piaceva comandare, afferrarti tra i capelli e spingerti forte in mezzo alle sue natiche, per far lavorare la tua lingua nel suo buco del culo? Come l’hai scopata?

Aspetta, aspetta.

Accendo un’altra sigaretta e mentre mi sussurri ancora qualche dettaglio, mi passo la mano sul seno e chiudo gli occhi.

 

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40 pensieri su “L’incontro

  1. Sensuale, eccitante, sì. Lasciare campo libero, fisico, temporale, e spazio a un’immaginazione, al possedere, possedersi altrui. E di nuovo tornare, come legati a un elastico, poiché non si è mai salpati, ci si è solo allontanati, scostati, per racimolare indizi, fomentare fantasie e eccitazione… Bello il sesso raccontato, ascoltato (le voci) e attraversato nella più totale intimità onanistica. L’incontro, già. A vari livelli. Hai pensato anche tu a “Le onde del destino”?…

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      1. In effetti, hai ragione. Personalmente (né sufficientemente esperto, né una cima in generale) non credo che riuscirei a trovare il piacere per quella via. Ma non si sa mai.
        In merito alla citazione. E’ un bel film di Lars von Trier che, in un certo senso, tratta l’argomento. Diciamo che si tratta della storia (non so se sia tratto da un romanzo) di un rapporto di coppia, marito e moglie, complicato, molto presto, da un grave incidente che paralizza gli arti inferiori di lui, riducendolo su una sedia a ruote e privandolo della potenza virile. Il soggetto primario è lei, la protagonista, che, in questo caso, verrà nel tempo esortata dal marito a intrattenere altre relazioni o esperienze sessuali con altri uomini e a raccontargliele. Va detto che i due, già prima dell’incidente, essendo separati per lunghi periodi dal lavoro di lui (piattaforma petrolifera – l’incidente avviene sul lavoro, tra l’altro), usavano la forma del racconto per esternarsi i propri desideri e fantasie sessuali. La storia prosegue poi nell’approfondire i risvolti personali e psicologici, ma anche sociali (i protagonisti vivono in una piccola comunità, il che dà modo al regista di scandagliare le dinamiche relazionali aggiunte, quelle del giudizio, della morale, ecc.) legati alla difficile, “perversa”, necessaria strada intrapresa dalla protagonista (non ricordo i nomi), scelta vissuta per certi versi come un atto di fede… Insomma. Ti ho fatto un pistolotto. Il film è denso e a suo modo “conturbante”. E i punti in comune con il tuo breve racconto ci sono, a mio parere.

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      2. Sì. Poi ti dirò. Ho letto la pagina web, la trama (molto intrigante e aperta a ulteriori soluzioni e variazioni sul tema dell’eccitazione e delle soddisfazione del desiderio sessuale). Polanski, poi, è una garanzia.
        Serata “cineforum” garantita. 🙂

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