Enigmistica per #zozzolerci 2


Cari enigmisti #zozzolerci benvenuti al secondo numero di:

img_0855-1

periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

In questo numero avremo anche il contributo di un redattore (o redattrice) d’eccezione che ci ha inviato un gioco appositamente creato per la nostra rivista. Ci ha chiesto di mantenere l’anonimato quindi per voi tutti sarà noto come L’Enigmista Mascherato!

Vi ricordiamo che per ambire al meraviglioso premio finale dovrete inviare le vostre soluzioni a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

Per permettere la partecipazione anche ai nuovi lettori pubblicheremo tutte le soluzioni delle varie settimane solo alla fine!

Continua a leggere “Enigmistica per #zozzolerci 2”

Da Vice: Intervista a una delle sex blogger più famose di internet

A qualsiasi persona si sia trovata su internet a leggere di sesso in inglese è capitato di imbattersi in Girl on the Net. Ogni mese, 100.000 persone visitano il suo blog per leggere ciò che ha da dire su temi come la doppia penetrazione con lo strap-on, il perché le donne alte non escono con gli uomini bassi, la prima volta in cui si ha a che fare con sesso anale e i giochi erotici che prevedono l’uso di coltelli.

In pratica, GOTN si è costruita un seguito raccontando i vari modi in cui gli esseri umani possono fare sesso, ma man mano che il suo profilo anonimo online cominciava ad attrarre attenzione, la sua vita è cambiata. Si è innamorata, ha avuto un esaurimento nervoso, e ha dovuto ripensare a chi era veramente, dietro la maschera anonima di GOTN.

È di questa parte della vita di GOTN che parla il suo nuovo libro, How a Bad Girl Fell in Love. L’abbiamo raggiunta per una chiacchierata.

VICE: Un tema fondamentale nel tuo lavoro è la confutazione del pensiero socialmente accettato secondo cui i gusti sessuali derivano dal genere—l’idea che agli uomini piaccia il sesso e alle donne piacciano le coccole. In che misura credi che le nostre preferenze sessuali derivino dai condizionamenti sociali?
GOTN: Penso che la cosa interessante in questo momento sia proprio il fatto che non lo sappiamo. Molte delle cose che ci insegnano a credere hanno un’influenza su ciò che vogliamo studiare. Così magari studiamo le varie attitudini che ha la gente quando pensa al partner ideale, ma gran parte di quelle ricerche–e del modo in cui interpretiamo i risultati—è basato su cosa sappiamo già. Le persone che guardano il tutto da un punto di vista evolutivo diranno: “la ricerca ci dice che gli uomini vogliono questo e le donne questo.” Ma riusciamo davvero a capire quanto di questo derivi dalla natura e quanto invece sia acquisito?

Se decidiamo di affermare che almeno alcune delle nostre abitudini e preferenze sono acquisite, stiamo dicendo che c’è la possibilità di cambiarle?
È una domanda difficile. Non voglio arrivare a dire che puoi attivamente modificare i tuoi gusti sessuali, perché andando troppo a fondo in questo ragionamento si finisce per pensare che le terapie per “convertire” i gay abbiano un fondamento. Quello che credo è che non solo possiamo esplorare il perché di una particolare perversione ma anche che abbiamo la responsabilità di analizzarla.

A me piace il BDSM e mi piace essere sottomessa sessualmente, e prima di aprire il blog avrei detto, “Bene, non ci posso fare niente: si tratta di ciò che vuole la mia vagina.” Ora sono più propensa a dire: “Sì, questa è una cosa che mi attrae sessualmente e non ho intenzione di vergognarmene, ma posso cercare di capirne il perché.” Probabilmente ci sono un sacco di questioni sociali e culturali per cui trovo questa cosa eccitante—influenze precoci, cose che ho visto da piccola e che hanno avuto un’impronta sul mio modo di pensare. Non direi che ognuno può e deve plasmare i propri desideri, ma che tutti possiamo esplorarli; e questo, in fondo, rende le cose molto più interessanti.

Scrivi molto onestamente di come sia possibile fare del sesso stupendo con gente che non ti piace. Non è vero che essere innamorati equivale sempre a una buona intesa sessuale. Ma anche al di fuori dai circoli religiosi, c’è chi si arrabbia al solo pensiero. Attribuiamo ancora un valore sacro al sesso, vero?
Sì. C’è quest’idea che il sesso è la cementificazione dell’amore o la scintilla che porta all’amore. Sta tutto in quell’idea che l’amore sia l’obiettivo finale, che l’amore etero e monogamo sia questa bolla di splendore, l’ideale che dovremmo voler raggiungere.

Sono d’accordo. Da qui i problemi con la commercializzazione del sesso..
È come un riflesso. Appena si nomina il sesso, la gente si agita. Penso che la prostituzione sia un argomento particolarmente ostico per molte persone. L’idea che sia un lavoro è così radicale perché da quando nasciamo ci viene insegnato che le nostri parti intime sono preziose. Forse agli uomini non particolarmente, ma alle donne di sicuro. Si lega tutto alle nozioni di purezza e verginità, che hanno una forte influenza su di noi.

Sembra che tu sia estremamente paziente con la quantità infinita di foto di peni che ricevi, ma dal tuo libro, la cosa più allarmante è che alcuni uomini non capiscono di poterti intimorire. Come il ragazzo che ti ha scritto, “Lol, non sono uno stupratore,” e poi, “non costringermi a mandarti dei fiori.” Credi di essere arrivata a qualche agghiacciante verità sulla psiche di queste persone?
Non userei la parola agghiacciante, ma prima di aprire il blog avrei detto che i ragazzi non capiscono il femminismo, ma che spiegandoglielo ci possono arrivare. In realtà, ci sono un sacco di uomini che sono onestamente dalla nostra parte e che hanno a cuore il problema, solo che non sono disposti a vedersi potenzialmente come “cattivi”. Una delle cose mi stupisce è il fatto che nessuno pensa mai di essere il cattivo.

Cioè, anche io non credo di essere ‘la cattiva’! Ho fatto e scritto cose sul mio blog che ripensandoci adesso giudico orrende. Ma al tempo non sapevo di essere dalla parte del torto. Quando però ricevo cose estreme, cose veramente aggressive, là non c’è prospettiva e si tratta semplicemente di un comportamento di merda. Come regola generale, cerco di non parlarne troppo. Sento che più ne parlo, più ricevo messaggi del genere.

Quali sono state le parti del libro più difficili da scrivere?
Per me è molto difficile affrontare il tema della salute mentale. Voglio trasmettere l’orrore—ho vissuto momenti in cui veramente non volevo più vivere—ma non voglio sembrare indifesa. Voglio poter dire, “È una merda, ma ecco qua cosa ti lascerà di positivo,” e questo è particolarmente difficile da fare, soprattutto in momenti in cui magari non me la passo bene.

Credi che il modo in cui parliamo di sesso stia cambiando in positivo, o ci sono ancora troppi finti esperti in giro?
Voglio essere ottimista, ma di tanto in tanto mi imbatto in articoli tipo, “Cinque cose da non fare durante un rapporto a tre”, o quelle cose incredibilmente dogmatiche della stampa mainstream. Ma sì, in generale sono ottimista. Abbiamo esperienze più variegate, il nostro mondo è sempre più vasto, e abbiamo abbastanza informazioni per poter rifiutare quel tipo di articoli.

Per avere informazioni su Girl on the Net: How a Bad Girl Fell in Love vai qui.

Segui Frankie Mullin su Twitter.

Fonte

Le cene pagate (Managers, #2)


Siamo destinati a soccombere. Ora ne sono certa.

Cerco un luogo dove rifocillare mente e corpo e se possibile anima dei miei graditi e stronzi ospiti. Devono godere dello stile sabaudo e al tempo stesso saziare la pancia e gli occhi con la magnificenza della casa madre. Hai un budget? No, non ce l’ho, però cerco qualcosa di esclusivo, con un servizio impeccabile. Un dilettevole dinner experience, che concluda coi controcazzi la sessione di brain training. Ho detto concluda, per cui domenica sono chiusa sul serio. A meno che il CEO mi prenda per la collottola e mi dica con quel sorrisetto irresistibile: vai a recuperare la ciurma e con l’ombrellino da CRAL a Venezia, portali in giro per la città. Ma io mi tutelo e ho chiesto il preventivo a una guida professionale, per cui gli ospiti, ormai parecchio strattonati da un week end che non ti lascia il fiato, anche se dovrebbe insegnarti a respirare, dovrebbero riuscire a muoversi tipo bradipi sonnolenti in autonomia, I suppose.

Cerco un centro di ritrovo molto top e mangereccio, non lontano dal ricovero a 4 stelle per ‘sti manager che paiono bambini in gita scolastica. Li vogliamo fare un pò camminare, ma senza esagerare, sennò le signore non possono infilarsi i tacchi sottili per via dei maledetti sanpietrini, che non saranno quelli di Roma, ma poco ci manca. Ah, la decadenza di queste città!

E allora selezioniamo col dito che scorre sulla pagina web la cream della cream e partiamo a fare i tanto amati sopralluoghi. Va bene alle ore 12? Ci scapperà almeno un light aperitif? Macchè! Il miglior ristorante della capitale che fu, il solitoposto di Cavour e compagnia bella, posizionato proprio nel salottino sabaudo ti offre magnanimamente un bicchiere di acqua e un caffè molto ristretto in tazzina sporca di rossetto. Orrore e spavento! Tante scuse. Sarà, ma son passati 3 giorni 3 ed io il preventivo nero su bianco non l’ho ancora ricevuto. Ahimè, mi tocca dichiarare: neeeeeext!

Passiamo al salone delle feste nuovo di zecca, scintillante, quattro anni a lavorar con la soprintendenza nazionale, per il recupero storico di questo bel gioiellino d’altri tempi. Poi ci sta pure il catering, ci mancherebbe altro, del resto costa uguale al ristorante testè raccontato, non mi offrono nulla, nonostante siano le ore 13, in compenso la proprietaria è una dea del globo terracqueo. Capello folto e arruffato fino alla schiena, si muove come fosse a casa sua (e lo è, perbacco!), umile e gentile, mi convince come una bambina davanti alla bancarella delle caramelle. E non saranno i 10 parcheggi inclusi, lo scalone presidenziale, il monitor che scende giù, il soffitto stuccato e i bagni minimal, che mi fanno annuire e chiedere: dove si firma, darling?

TAG GAME: 25 bookish things

  
Zeus, ci ho provato. I risultati sono pessimi, apprezza l’impegno, se puoi.

  1. Non amo possedere cose per cui ho anche pochi libri
  2. Quei pochi che ho sono stati acquistati parecchi anni fa
  3. Sono molto, molto digitale per cui ho diversi libri elettronici 
  4. Mi lasciano perplessa quelli a cui non piacciono i libri digitali. La direzione é quella. A cosa serve remare contro?
  5. Immagino sia bello sfogliarli e sentirne la consistenza. Ma sono un mezzo, non un fine
  6. Abito vicino ad una biblioteca meravigliosa, immersa in un giardino profumato
  7. Ci vado spesso per prenderli in prestito 
  8. C’è un carretto all’ingresso della biblioteca per regalare libri. Ne ho lasciato qualcuno, ne ho preso uno
  9. Adoro l’idea della condivisione senza un ritorno 
  10. Ho pochi libri di cucina, molto collaudati rubati a mia madre e poi ho internet
  11. Ho diverse fotocopie di ricette, raccolte in un folder ma non si può annoverare come un libro
  12. Mi piace molto leggere sul marketing e sulla comunicazione. Ho diverse fonti che consulto online o ricevo via mail, libri su questi temi che evolvono così in fretta secondo me non hanno senso
  13. Leggo il giovedì e la domenica la app della Lidl con le inutili novità della settimana. Il giardinaggio mi fa impazzire 
  14. C’è un libro che compro ogni anno, anzi è una guida, quella dei viaggi. Ho girato il mondo e voglio continuare a farlo ancora tanto
  15. Ho adorato Cecità di Saramago
  16. Ho letto tutto Murakami
  17. Mi sono innamorata di Roma anche attraverso le parole di Jhumpa Lahiri
  18. Mi piace molto regalare i libri, soprattutto ai compleanni 
  19. Se li inizio mi dà fastidio non finirli
  20. Ma se proprio non riesco andare avanti li abbandono e non mi cruccio
  21. Oddio 25 sono troppi!

What’s sfidante? (Managers, #1)

mango
Avere a che fare con brain trainer e motivatori di top manager incalliti, ti permette d’imparare che anche le parole sono importanti.

Non che non si sapesse, ma costoro sono fighi e allo stesso tempo senza speranza ai miei occhi disillusi.

Come con un radar, mi ritrovo a soppesare con malizia ogni presa per il culo di chi prova a vendermi fumo (N.d.r. io preferisco di gran lunga la Maria) a 2.500 euro al giorno.

Dicevo le parole. C’è tutto un linguaggio che strizza l’occhio alla lingua inglese e tiene conto che i pensieri negativi sono il male per cui sono vietatissimi dalla legge di questi brain trainer da strapazzo. Per esempio: il termine sfidante, che viene usato tipo salsa ketchup sugli hamburger, sulla pasta parecchio scotta e anche a colazione col caffè, solo un sottile strato sul pan carré per pulire il piatto sporco di uovo al padellino, scrambled per i più fichi, appunto.

Traduzione pedestre di challenger, indica ogni cosa e solo il fatto di poterla seminare come il seme il contadino, quando esce dalla bocca vuol sol dire: cazzo, sono uno dei vostri!

Ma andiamo con ordine (!). Workshop di una giornata intera di 8 ore 8 in cui il sopracitato brain trainer inneggia alla respirazione, al lavoro su di sè, che non è masturbatio ad libitum, ma meditazione pro attiva per generare business con l’anima.

A questo punto, se arriva il top top manager un pò scettico che vorrebbe essere sul campo da golf a cazzeggiare (visto che si sta parlando di sabato, e non giorni feriali) e si trova davanti tappetini da pilates: sarà una situazione un po’ troppo sfidante per lui? Eh sì!

Giacca e cravatta tatuati tipo seconda pelle, mocassini di struzzo, secondo te non soffre davanti al fatto che dovrebbe liberarsi di ogni cosa e iniziare a respirare forte nella posizione del fiore di loto? Tutto ciò è assai sfidante! Che poi vorrebbe dire: è una cazzata! Vuoi ucciderli tutti ‘sti top manager a XXX zeri di retribuzione annua lorda, piu i benefit, i buoni pasto e i premi di produttività tutta?

No, niente, piazziamo delle sedie, allestimento conferenza, così sono a loro agio e non ci mandano affanculo a giornata appena iniziata, che sempre di sabato si tratta e tu avevi programmato tutt’altro e invece ti tocca lavorà.

(To be continued, forse).

Il telefono e l’asina


Ho difficoltà a digitare i numeri della tastiera del telefono.

Ho provato a cercare se questo disturbo ha un nome, ma non ho trovato un termine, magari con radice greca, che dona autorevolezza e lustro, alla mia sindrome. Forse non ho cercato abbastanza? Ecco, potrebbe essere aprassia, dal greco a- prefisso di negazione, e praxía fare, quindi incapacità di fare.

Niente di grave, per carità, ma sono abituata ad andare direttamente in rubrica, per cui è facile non sbagliare. Mentre invece quando devi schiacciare in sequenza dei tasti, dei numeri senza invertirli, senza saltarli, senza distrarsi, senza confondere il 2 con il 5, il 6 con il 9, il 7 con l’1, ecco qui casca l’asino, anzi l’asina. È una forma di dislessia legata solo al telefono.

Che poi potrebbe essere anche divertente, un gioco, se non ti succedesse in ufficio. Componi un numero di telefono pensando di chiamare un fornitore, invece chiami uno sconosciuto. Come tirare i dadi, come la roulette, come quei coglioni che ti scrivono su Facebook facendo finta di conoscerti, come quelli che alle feste approcciano con un non ci siamo già visti da qualche parte? Certo, come no.

Ricordo che alle medie, ma immagino lo abbiano fatto tutti nella vita, andavo a far finta di studiare da una compagna veramente fica. Era altissima, magra, coi capelli corvini. La trovavo davvero bella, ma era una vera somara a scuola. Invece di prendere i compiti in mano, afferravamo la guida del telefono (N.d.r. Esiste ancora? È un oggetto così retrò!), sceglievamo i cognomi più assurdi e via di scherzi telefonici. Ridevamo come matte. Chissà che dicevamo. Era un momento molto intimo tra me e lei, io facevo un pò la buffona e mi beavo a vederla sghignazzare per le stupidaggini che m’inventavo, parlando con emeriti sconosciuti. Me la ricordo perfettamente nonostante siano passati trent’anni. Ahh!

Enigmistica x #zozzolerci

Cari amanti di rebus e sciarade, visto che i giochi enigmistici e gli #zozzolerci sono la moda del momento qui su WP siamo lieti di annunciare la nascita di:

img_0855-1

periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

Un meraviglioso premio finale attende colui (o colei, o coloro) che sarà il più abile e il più veloce a inviare le soluzioni dei nostri giochi a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

REBUS 8, 6

m3mango

421335800_64801_10569001941822177183

Per partecipare all’estrazione del fantastico premio finale dovrete inviare le soluzioni di tutti e tre i giochi. 

Visitate dunque anche quelli di ysingrinus e alidivelluto.

Le soluzioni sul prossimo numero!

Chi volesse partecipare in qualità di redattore è il benvenuto. Ci scriva a enigmistica.zozzolerci@gmail.com

 

Rebus #zozzolerci: le soluzioni

Continua il progetto #zozzolerci, a cui stanno partecipando tanti blogger solerti e fantasiosi. Qui le istruzioni per aderire.

Ecco le soluzioni ai miei rebus! A grande richiesta (!) ne ho preparati altri, in pubblicazione prossimamente.

Non è stato facile selezionare il vincitore. Assegno il premio ad Alidivelluto perchè ha sempre risposto correttamente e per due volte è stato il primo a inviare la soluzione. Sará contattato via email per il premio.

Ringrazio tutti i blogger che hanno partecipato: Ysingrinus, Mela sBacata, Gintonki, Kikkakonekka, BeepBeep74, Chezliza, Rachelgazometro, Dmitri, Mkfindus, Pornoscintille, Wutternack.

Rebus #zozzolerci #1

Rebus: 7, 10. Soluzione: schiave incatenate.

Rebus #zozzolerci #2


Rebus: 8, 3, 10. Soluzione: trombare nel sottoscala.

Rebus #zozzolerci #3

  Rebus: 7, 2, 6. Soluzione: scopare di brutto.

Rebus #zozzolerci #4

Rebus: 4, 4. Soluzione: gang bang.

Da Chezliza: votre yeux 

Comme une seconde peau … votre yeux … ne vous arrêtez pas moi Voir…

(Dedicato a m3mango, da Chezliza).

Rebus #zozzolerci #4

Continua il progetto #zozzolerci, a cui stanno partecipando tanti blogger solerti e fantasiosi. Qui le semplici istruzioni per aderire.

Oggi avrei dovuto comunicare il vincitore ma c’è un ex aequo! Per uscire da questa situazione virnitica mi è corso in aiuto un mio assiduo lettore: Fedifrago, il quale mi ha suggerito le parole di un nuovo rebus, da associare alle mie splendide tavole. Grazie per il contributo, davvero notevole!

Mandatemi le soluzioni via mail. Il vincitore sarà premiato con una sorpresa (!).

 
Rebus: 4, 4