The Gintoki Show – 50 sfumature di micio

La mia intervista su The Gintoki Show! Che emozione!

Shock Anafilattico

gintoki show_IV

Calcio, arte, musica, divinità…ormai il Gintoki Show spazia a 720 gradi (perché per sicurezza fa due volte il giro) su qualsiasi argomento!

Eppure…qualcosa manca. Un pizzico di sensualità, ecco cosa. Ed è per questo che ho coinvolto la spumeggiante, con-turbante (le sta benissimo il copricapo) m3mango!

G: Ho di recente guardato un video dell’Huffington Post: le 48 cose che le donne si sentono dire (luoghi comuni, frasi sessiste eccetera). Tra queste c’era “Ah, ti interessi di calcio?”: esempio di come ci siano settori ritenuti di appannaggio esclusivo maschile, per i quali una donna che ne parla o è un “caso strano” o deve comunque in qualche modo giustificarsi del proprio interesse o “lottare” per ritagliarsi una nicchia come se dovesse dimostrare qualcosa. Tu cosa ne pensi? Ti sei mai sentita dire “Ma come, parli di sesso?”
M: No, nessuno mi ha mai fatto direttamente questa domanda, ma magari l’hanno…

View original post 1.505 altre parole

La gita delle medie

mango
Io mi lamento della memoria, ma ci sono quelli che a distanza di due giorni riescono ad iscriversi allo stesso evento due volte, con lo stesso nome e cognome. Poi ci sono quelli che invece inseriscono piccoli cambiamenti. Tutto uguale, ma cambio una lettera. Ci sono infine dei personaggi che aggiungono il nome di un accompagnatore, moltiplicando a dismisura una lista matematica, che per sua definizione non potrebbe essere ad interpretazione ed invece lo è, eccome. Senza avvisare, nonostante ci sia in evidenza e in calce la mail da contattare, la mia. E tu ti chiedi se siano solo distratti, oppure cretini, oppure gente che ama far confusione, polvere sollevata in questo spazio così ordinato e compito, che pare quasi una chiesa. O davvero son individui maliziosi che vogliono farti perder la tramontana, o addirittura malvagi che mescolano le carte in tavola per confonderti e inventarsi nuove identità alle tue misere spalle?

Perché altrimenti non mi capacito del fatto che da una lista Excel di 95 persone, con i filtri dovuti e gli elimina necessari, si arrivi ad un 73. Sempre bei numeri per una mostra minore, che a dire il vero manco m’ispira, ma per dovere mi tocca andare ad assistere. Che poi c’è il solito aperitivo open, che alla fine è il vero motivo scatenante che trascina il popolo, oltre al calcio, alla fica e… Eh! Che mi ero ripromessa di non usare puntini di sospensione manco sotto tortura, ma sceglierli accuratamente sui costumi da bagno, per infervorare animi sopiti, durante le chat casalinghe, tra una caipirina abacaxi e un leggero spinello.

Ma l’assurdo continua e ti ritrovi pedinata, che neanche Alidivelluto, con richieste assurde, tipo posso portarmi la macchina fotografica? ti porto gli spicci, li raccogli tu?, che manco fossi la capofila con frustino e cappellone cowboy alla gita delle medie, quando si litigava per sedersi dietro, si cantava a squarciagola Antonello Venditti e si giocava al gioco della bottiglia, per limonare duro con almeno due o tre maschi contemporaneamente? Prove di gang bang, che neanche Valentina Nappi.

È un interessante esperimento sociologico, chiamiamolo così. E se la mostra non farà vomitare, è possibile che vi racconterò.

Offerte LIDL (San Valentino)

  

mango Ho una passione per le offerte LIDL, quelle che durano un giorno solo, che cambiano il giovedì e la domenica, che controllo sull’app dedicata, nei momenti più assurdi della mia giornata.

Oggi c’era l’offerta San Valentino: autoreggenti nere, collant sciantosi con la riga nera nera e il fiocchetto sul tendine, negligè leopardati e culotte in pizzo. Irresistibili.

Ho catturato le due mie colleghe e siamo saltate in auto a fare incetta, in pausa pranzo. E’ stato divertente scegliere le taglie, tastare i tessuti e consigliarci l’utilizzo, l’atmosfera, l’ambientazione.

Non scriverò altri riferimenti alla festa del 14 febbraio perchè non mi piace molto, ma volevo comunque segnalare l’offerta LIDL a chi fosse interessat@.

Discaimer:
1. No, non sono a libro paga LIDL, no, non mi hanno staccato un assegno di 5 euro per questo post (magari!).
2. La foto non rappresenta i prodotti segnalati, è pubblicata solo a scopo informativo (magari fosse il contrario!).

 

 

Your job is blow job

mango
Non sapevo se fosse stata davvero una buona idea. Alla fine ti conoscevo da poco, non sapevo i tuoi gusti, cosa ti piaceva, cosa ti eccitava ed io non avevo ancora avuto il tempo di raccontarti i miei.

Però mi ispiravi, mi parevi abbastanza intelligente per assecondarmi. Mi avevi raccontato cose che mi facevano pensare avessi ampie vedute. Aperto, libero, amavi viaggiare, tollerante, diplomatico. Immagino c’entri poco, però nel complesso m’infondevi fiducia e comprensione. Potevo lasciarmi andare, ero tra amici, con la persona giusta per  soddisfare una mia fantasia.

Perché ci vuole cervello, per compiacere senza pregiudizi e con trasporto quello che ti stavo chiedendo.

Ricordo che ero seduta sul letto e con sguardo d’intesa ti porsi il mio vibratore viola. Quello tutto nervature, di gomma.

Avevo le gambe spalancate, il sorriso languido, le braccia appoggiate all’indietro che mi sorreggevano, sul copriletto azzurro puffo.

Tu mi guardasti con malizia e mi feci un cenno per farmi capire che avevi inteso. Lo impugnasti e iniziasti a strofinarmelo in mezzo alle gambe. Due dita sul clitoride, uno nella fica e uno nel culo. Tutto intento a fare un buon lavoro, anche solo per il fatto di restituirmi il piacere.

E invece… No, no, non hai capito.

Non mi devi masturbare, non voglio che mi fai vedere che sai usare il dildo su di me. È un’altra cosa che vorrei da te.

Vorrei osservarti mentre in ginocchio mi guardi compiaciuto e con impegno e passione mi lecchi l’uccello di gomma.

Rosa violaceo, non troppo distante dal colore della mia pelle, tanto che sembra quasi mio, così infilato tra le mie gambe, che spunta e fa capolino.

Continua, ti prego. Guardami dritto negli occhi, passa la lingua su tutta la lunghezza, leccami il culo e poi prendilo tutto in bocca e fammi venire! Cazzo, si!

Omaggi aziendali

 mango 
Un’azienda di tante persone è come una piccola città, in cui è importante per la sopravvivenza intrecciare relazioni di buon vicinato, che poi potrebbero anche sfociare in vere amicizie. E’ un po’ come avere un amico idraulico, dottore o dipendente dell’Ufficio delle Entrate.
Tra questi ci son colleghi che è meglio avere dalla tua parte, in caso di bisogno, necessità, interesse, emergenza, codice rosso. Ecco qui la mia personale lista, in ordine di rilevanza:

1. CED
Avere un collega, ma anche compagno di caffè dell’area informatica è fondamentale, perché corre in tuo aiuto se:

  • ti si crasha il pc
  • devi fare i pivot dell’Excel e non sai da che parte iniziare
  • ti va in fumo l’ultimo salvataggio del PPT con 100 slide
  • per caso ti sei scaricato un porno e hai infettato tutto l’hard disk
  • ti si è inceppata la stampante del piano con la mappa dei ristoranti a Bangkok ed è evidente che non hai viaggi di lavoro esotici nei prossimi sei mesi

In realtà, poi il mio collega è davvero simpatico e abbiamo scoperto di avere passioni simili in campi extra-lavorativi (leggi serie TV porno soft).

2. Risorse umane
La collega del Personale è il mio sogno erotico per eccellenza tanto che mi ha pure ispirato un post. Ma a parte l’attrazione fatale, visto che ho seri problemi a capire quanti giorni ho di ferie presenti, passati, futuri, residui, permessi retribuiti, non retribuiti, ROL, Avis, trasferte, uscita di servizio, posso romperle le palle senza vergogna perché siamo amiche e ogni tanto ci beviamo una birra insieme (se ti stai chiedendo se me l’ha servita, la risposta è ancora no, purtroppo).

3. Servizi generali
Che poi è un modo altisonante per dire Segreteria. E’ quella che ti salva sempre il culo, per cui devi adorarla a prescindere, perché:

  • fa da filtro alle telefonate che vuoi evitare
  • ti fa i biglietti del treno, prenota gli hotel e pur mandandoti a quel paese, ti modifica data/ora/giorno anche all’ultimo minuto, quando cambi idea
  • ritira i pacchi per te, che fingi siano per lavoro e invece sono gli ordini di tutta la famiglia allargata, dal volcano vaporizer (non metto il link per pudore) alle scarpe su Yoox
  • spedisce le tue raccomandate, così non ti tocca entrare nel girone dantesco delle Poste Italiane