Identity found



Prosegue il tema dell’identità che avevo iniziato qui e su cui ha scritto qualche cosa anche l’amico Domenico Mortellaro.

Musica gentilmente offerta dall’amica Mela sbacata: Every breath you take.

E pian piano raccolgo in un folder i documenti che attestano la tua vita. Come un puzzle, come l’opera di un sapiente detective alla ricerca di un’identità: la tua.

Omissioni di parole e opere. Ma tra le maglie della tua corazza ogni tanto c’è un buchino, una piccola falla, ed io la colgo subito, l’avverto  anche ad occhi chiusi e ci infilo subito il dito dentro, come una ragazzina dispettosa.

E raccolgo, raccolgo, colleziono i pezzi anche quelli impercettibili e mi dedico al mio hobby preferito. Mi devi perdonare, ma io mi diverto così: andare a caccia dei tuoi indizi. Non ho fretta, raccolgo con calma flemmatica ogni singolo sassolino e metto da parte, poi la notte accosto le tessere del mosaico e mi soffermo ad ammirare il mio lavoro di certosino.

Archivio il tuo curriculum, le tue foto, i ricordi, i pensieri, gli aneddoti, i giochi, i nomi dei tuoi parenti, l’indirizzo di casa, i colleghi, i tuoi gusti, le tue manie, le perversioni, la marca dell’auto che guidi, le donne che hai amato, i tuoi profili sparsi per la rete, le debolezze, i vestiti, i libri, i gusti, gli sport, i malanni, la musica, i film, i viaggi, i tuoi orari, le posizioni in cui ti piace scopare. Sono anni, che segno tutto meticolosamente, come se dovessi scrivere un libro, la tua biografia. Sono massimamente esperta di te, e sento desolatamente la tua mancanza.

Ma quando il folder sarà stracolmo e cadrà a pezzi, sarà il segnale che è arrivato il momento di ritrovarsi, finalmente.

Noi due, unici su questa terra, anzi bagnasciuga, a respirare l’odore salmastro del mare. Il sale e gli schizzi d’acqua ci bagnano il viso. Come tante volte abbiamo scherzato, desiderato e anche sognato. Dammi la mano.

E il folder posso gettarlo ammare.

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89 pensieri su “Identity found

  1. La sto perdendo anch’io la mia identità e ne sono felice. Però non farei ricerche per ricomporre il puzzle della vita del tuo amore, importa solo quello che è lui adesso, il passato è passato, io non lo vorrei conoscere. E’ sufficiente sapere quello che ti concede lui, il resto non è importante.

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      1. IL PINZA

        Era il Carosello della “Dolce Euchessina”. L’omone che bussava alla porta chiedendo se c’erano bambini cattivi e la mamma che rispondevava di no, che c’erano solo bambini indisposti.

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  2. Ahahah!!!! Avevo bisogno di leggerezza e ho ricominciato a scrivere dettagli del mio passato, una serata come tante altre che ogni tanto riaffiorano…… ultimamente mi piango troppo addosso….. 🙂
    Mi è piaciuto molto il tuo post sull’identità rubata, mi ci sono ritrovato un po’…..

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    1. Ci ho pensato. Ho usato folder perchè ha anche una valenza digitale, rispetto a fascicolo che è più una cosa che si tocca. Volevo usare una parola ambigua perchè il post è molto in bilico tra qualcosa di reale e qualcosa di sognante, anche assurdo a volte.

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  3. Pingback: La ricetta – alidivelluto

  4. Pingback: L’identità dei fatti – m3mango

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