Swingtown, Dan Savage e il Festival di cinema erotico

 

Ho finito Swingtown (alla lettera sveltina), peccato sia solo una stagione. Pare che avesse poco pubblico. Racconta di sesso ma non lo mostra. Parla di scambismo e di tre coppie americane durante la rivoluzione sessuale. Godibile, simpatica, affronta il tema con delicatezza, non in modo superficiale. Alla fine la coppia più aperta è quella più felice e si diverte di più.

Non so la ragione esatta per cui è stato sospeso, ma inevitabilmente mi viene in mente la posta di Dan Savage, tradotta in italiano sull’Internazionale. Tra l’altro questo è l’unico giornale al mondo (il mio mondo, of course) che merita di essere letto con costanza.
Io dichiaro tutto il mio amore non corrisposto per Dan, la posta del cuore di Dan. So che fa anche un programma TV, ma non l’ho mai visto. Le letterine dei suoi fan sono deliziose e senza tabù, si parla di fleshlight, rapporti vanilla e kinky, bdsm, senza giudizi, senza filtri e le sue risposte lo sono altrettanto. Leggere i commenti su Facebook dei criticoni repressi perbenisti (italiani) mi dà allo stomaco, come se esistesse davvero un giudice imperscrutabile che sale in cattedra e decide che cosa è giusto e cosa no. Ma dai. Ma per favore. Si scopa senza oggettistica, giochi di ruolo, solo MF, niente anal, che vita triste.
Il sesso non è al centro della mia vita, ma è importante e ognuno dovrebbe viverlo come più gli piace.

Sabato sera sono stata al Fish and Chips (naming stupendo, isn’t it?). Il Festival del cinema erotico. Che poi più che erotico era parecchio porno. Che platea c’era? Gente normale, giovani, anziani, madame sabaude, ragazzini eccentrici, gay e lesbiche, io.
Si respirava aria frizzante, pseudo intellettuale, persone pacate, anche se poi eravamo tutti un pò eccitati quando sono arrivati i sussulti in stereofonia, quando abbiamo fatto i guardoni davanti alle orge collettive a pieno schermo.
Ho visto un film molto bello, spiritoso, divertente, originale, con una sceneggiatura (!) ed uno abbastanza brutto, con poca storia, incomprensibile, gratuito. Uno era tedesco, l’altro americano con protagonisti di colore.
Schnick Schnack Schnuck era il titolo del primo, che è il gioco carta forbici sasso.
Il secondo non ve lo racconto perché ho avuto difficoltà a seguirlo, a parte vedere quel nero gigante, tutto muscoli e tatoo che penetra la protagonista. Era l’ultima produzione di Candide Royalle, precursore di Erika Lust, donne regista e produttrici di film hard, che si rivolgono ad un pubblico anche femminile e che propongono un sesso più realistico ed emozionale,  più artistico, tralasciando gli aspetti volgari del porno comune, pensato ad uso e consumo prettamente maschile (le sborrate coi fuochi d’artificio, per intendersi).
Perchè il porno è anche cultura e di donne così dovrebbero essercene davvero sempre di più.

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58 pensieri su “Swingtown, Dan Savage e il Festival di cinema erotico

      1. Era un pensiero a voce alta. Comunque lo sport del moralizzatore è sempre parecchio diffuso, soprattutto in Italia. Mi trasferirei al nord (Europa)solo per quello, per vedere come si comportano le persone in questo ambito. La mia è pura ricerca e studio, ovviamente.

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  1. Sono tra i lettori della posta di Dan Savage (e delle sue risposte) e mi trovo d’accordo con te. Ma non lo amo, simpatizzo.
    Mi piacerebbe essere a Las Vegas per gli AVN Awards almeno una volta nella vita, D.F. Wallace ne ha descritto un’eedizione in maniera molto accattivante

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  2. Quando scrivevo di erotismo lo ripetevo spesso, che il limite è dato dai propri desideri (reciproci) e dalla voglia di sperimentare. Per quanto riguarda i moralizzatori della rete sono una categoria a parte, di persone che non hanno altro modo di passare la giornata (pensa che ho ricevuto mail di protesta da gente che mi accusava di chiedere un prezzo eccessivo per oggetti che avevo messo in vendita su ebay …..così tanto per dire).

    Io la vedo come Allen: “il sesso è sporco se è ben fatto”

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  3. scrittore5-5

    Nel paese del Vaticano il porno sarà sempre limitante pensare al buon sesso e alle sue forme, ai suoi innocenti e inoffensivi giochi o esperimenti. Ci si scandalizza, sempre e comunque . E spesso lo fa chi -coram populo- grida allo scandalo rendendolo sinonimo di erotismo, lo stesso che -appunto- preferisce il ruolo forse meno nobile di guardone che si tocca mentre vede il suo desiderio esprimersi.
    Lo stesso che con la moglie a letto e due figli tra le braccia di Morfeo, spulcia i siti porno e qualcuno di incontri. 🙂

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  4. Demonio

    Concordo con quasi tutto! Unico distinguo riguarda questa presunta distinzione tra porno per maschi e non e quella ancora meno comprensibile tra porno buono, per intellettuali e quello cattivo. Io credo che tutto dipenda solo dai gusti di ciascuno ed alla fine ci saranno certamente donne che ameranno le sborrate da fuochi artificiali così come altre no! Il porno deve eccitare e lo fa in tutte le varianti possibili e va accettato per quel che è. Poi ovvio che alcune cose ci potranno piacere e colpire più di altre ma riguarda il nostro personale. L’importante è che tutti evitiamo di fare i moralisti rispettando gli altri. Nessuno dovrebbe mai obbligare nessuno ed invece, purtroppo è questo il vero limite che, ancora oggi ci divide. Poi, va detto che, se 30,40 anni fa le donne non guardavano porno non era perché esso fosse un prodotto maschile ma solo perché si era in una società che le giudicava male per cui si adeguavano ad essere madri, madonne e angeli del focolare. Oggi è sempre meno così e giustamente il porno ha ormai il suo pubblico femminile per cui ha ampliato le sue offerte!

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    1. Direi di sì, anche perché questo tipo di porno, più femminista, diciamo, raramente prevede l’anal, al momento almeno e mi pare una brutta, brutta dimenticanza. Certo che c’è un pubblico, anche di donne, per carità, che ama la sburrata plateale, ci mancherebbe. Credo però che nel porno più maschilista, fatto da maschi per i maschi indubbiamente c’è poca attenzione per l’orgasmo femminile e soprattutto la stimolazione clitoridea, per cui sono venuti su generazioni di maschi convinti che basti la penetrazione per il piacere femminile. Ma de che?! Tutto questo discorso per dire che il porno può avere un alto valore educativo. Concetto parecchio di nicchia in questo paese.

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      1. Demonio

        E quello purtroppo è vero ma per fortuna vi è una netta inversione di tendenza o meglio, come ho detto sicuramente si è ampliata l’offerta. Poi, devo dire che se generazioni di maschi non hanno nemmeno l’idea di cosa sia il piacere femminile sottovalutando ed ignorando i loro bisogni, la colpa non sia tanto del porno(la cui funzione primaria non è di educare anche se può contribuire!) ma del fatto che in questa società è ancora tabù parlare di sesso nelle scuole! Cazzo c’è gente che sta facendo un casino solo perchè si vuol parlare di parità di genere!
        Ps comunque l’anal piace sempre a più donne anche se sono ancora troppo poche!L’altro ieri proprio ne parlavo con una amica che trovava disgustoso farsi leccare il buco…ma poi dopo un estenuante conversazione ha ammesso che si, forse dipende dal fatto che è importante chi lo fa e che magari con la persona giusta lo avrebbe concesso! Insomma…si fan piccoli passi avanti…ricordo quando tanti anni fa era il pompino la cosa che più inorridiva mentre mo pare che siano tutte espertissime e contentissime di esercitarsi!:-D

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      2. Demonio

        Non so, intanto al pari dell’anal vi è ancora la masturbazione femminile vista ancora con sospetto se non ignorata proprio da molte donne! Poi boh…sdoganiamo la nostra libertà che è la cosa migliore!

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  5. Io ho una strana convinzione: voi donne siete molto più raffinate di noi uomini. La pornografia è un’attitudine becera maschile. Alla donna invece spetta quel meraviglioso erotismo che anche quando lascia vedere una penetrazione lo fa sensatamente. Devo essere onesto. A me il porno non dice proprio nulla. Anzi, lo vedo come una profonda perdita di dignità. La donna oggetto (e qui non stiamo parlando dei giochi di ruolo, che sono tutt’altra cosa), anzi, perdonami, della donna “buco” non so proprio cosa farmene. Ed il porno in ultima analisi è questa immagine che propone della donna. La raffinatezza dell’erotismo invece la gradisco molto. Perchè impone una corporeità cercata, pensata, desiderata, non “sottratta”. Poi ovviamente ciascuno è libero di vedere ciò che vuole. Ma quanto è più bello sapere attendere nel desiderio che poi sfocia nel cogliere, piuttosto che usare, fare anche i giochi d’artificio (inutili…e chi ha sperimentato certe pratiche orientali sa che non è lì il senso di tutto) e poi gettare da parte…. Ciao mango. un abbraccio

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    1. Rispetto tutti i punti di vista, basta che non ci sia qualcuno che venga a convincermi che il suo punto di vista è meglio del mio. Ho cercato di scrivere (ma non sono se sono riuscita) che esiste un porno diverso dal l’immaginario comune. Che può essere piacevole, educativo, riabilitato dal punto di vista culturale, sicuramente però esplicito.

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      1. Mi appello a quel modo spontaneo, pulito, onesto di vivere il sesso… libero, che ne so, come negli anni d’oro della rivoluzione culturale, peace and love…senza stress, senza per forza dare il nome ad ogni pratica ecc., contestualizzare tutto, esprimersi su tutto. Il godimento passa attraverso il silenzio 😉

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  6. Finalmente un reportage serio, documentato ed accorato di una donna che sa esattamente quello che NON vuole, banalità, piattume, ipocrisia. Sono felice di conoscere questa donna e di passare di qui a leggerla… Sono post come questi, seri pur parlando di “robe” comunemente bollate come facezie, a rendere wordpress un posto più utile. Anche l’oroscopo del giovedì, su Internazionale, è una cosa molto seria!

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