Un tram (10) chiamato desiderio

 mango 
Tornando da Milano, l’altro ieri mi è successa una cosa tremenda, una delle mie, quelle che ogni tanto mi accadono, un pò perche faccio sempre trecento cose in contemporanea, un pò perché sono senza memoria, come già dissi qualche post più in là (non chiedermi quale, che proprio non ricordo).

Ero sul tram con il mio prolungamento telefonico che controllavo la posta e… puff ricevo una mail sperata, ma inaspettata, nella posta del cuore (quella legata al blog per capirci). Tutta goduta inizio a leggere tipo automa, con un occhio allo schermo e uno anche e scendo dal tram. Nell’istante in cui sono sul marciapiede mi rendo conto di aver scordato il sacchetto di carta con le mille coroncine di fiori che ho comprato per la festa di N., svaligiando tutti gli H&M della mia regione e di quelle limitrofe! Azzzz! Mannaia la miseria, 450 euro di spesa e la festa è tra due giorni. Sono fottuta! Realizzo in un nanosecondo la gravità della cosa e mi attacco a Google per cercare il customer service dell’azienda di trasporti a cui supplicare un recupero immediato. 

Prima chiamata sbaglio numero e telefono a Trenitalia. Crist, no! 

Seconda chiamata parlo con una signorina simpatica come un calcio in culo che mi dice che devo aspettare 48 ore. 48 ore? Cazzo, la festa è tra 48 ore!

Per cui torno a casa col cuore sul palmo della mano, piglio le chiavi dell’auto e su due ruote cerco di raggiungere il capolinea. Sbaglio strada (vedi sopra il post sulla mia memoria che fa acqua), sbaglio percorso e invece di fermare un 10, fermo un 4. Mi ricompongo, riprendo la strada giusta e a quel punto mi piazzo nel senso di marcia opposto rispetto a quello su cui mi trovavo io e aspetto alla fermata tutti i 10 che passano. 

Ecco il primo. Non è lui, lo riconosco. Però l’autista è gentile (ho sfoderato il miglior sorriso maliardo della mia infinita collezione e si sa che sugli autisti vado a colpo sicuro) e mi dà un numero segreto a cui chiamare, ovvero il servizio operativo, addirittura!

Terza chiamata al numero segreto dell’autista maliardo. Non risponde nessuno! Chiamo 1, 2, 3 volte, nada!

Intanto passano ben tre tram, ogni quarto d’ora e il mio sacchetto non si vede. La tecnica è: salgo, scansiono tutto il tram che sarà lungo 10 metri e mi butto fuori per non rischiare di rimanere chiusa dentro.

Finalmente il numero segreto diventa magico, perché risponde qualcuno di molto gentile che mi dice: ci penso io, chiamo in radio tutti i 10 e le faccio sapere. Mi richiami tra 10 (!) minuti.

Dopo 8 minuti, 8, mi richiama lui e mi dice che il tram dall’altra parte della città (quindi aveva già fatto tutto il tragitto e io mai e poi mai lo avrei beccato) ha il mio sacchetto! 

Dopo 10 (!) minuti l’ho recuperato. 

Il giorno dopo ho perso le chiavi di casa, ma questa è  un’altra storia.

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60 pensieri su “Un tram (10) chiamato desiderio

      1. Diciamo pure che io avrei avuto problemi anche a parlare col conducente, sarebbero volate bestemmie e probabilmente qualche schiaffo. Ma ho i baffoni io, e solitamente gli autisti sono sensibili ad altri tipi di baffi…

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  1. Considerando che ceno ogni sera con il mio fidato compagno, il Dr Alzheimer, ho risolto evitando di usare i trasporti pubblici (complice anche il notevole culo con i parcheggi – e non solo a Milano). Alla peggio dimentico le cose in auto, e devo solo rifare i due piani a piedi per recuperarle.

    Ora vado a vedere che percorso fa il 10, per curiosità 😝

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