Chissà se il cuore ce l’hai

  
È sempre difficile per me non essere impulsiva. Io lo sono per natura, prima scelgo e poi valuto, ci penso, faccio Excel con i pro e i contro, tiro giù liste, faccio ricerche, mi iscrivo ai forum, rompo i coglioni nelle community, a te, a me, a tutti.

Non porto l’orologio, ho usato sempre lo stesso da quando avevo 18 anni, uno vecchissimo, che era di mia nonna, un Rolex d’annata, piccolino ed elegante. Poi all’improvviso l’ho perso, ma quasi non mi dispiaceva, non mi piace essere legata alle cose, agli oggetti, a tutto ciò che si tocca, si palpa, è tridimensionale. Vorrei vivere in una casa vuota, col materasso gettato per terra, le scarpe tacco dodici sparse sul pavimento, un cuscino come sedia, un pallet come armadio e un tavolo costruito da te. Uno piccolo, giusto per due, per noi due. Due cuori e una capanna, una tenda. Come la casa di Rust, che si vede in True Detective, quando arriva Maggie. Che quella scena è negli annali come ne Il postino suona sempre due volte, con Jack e Jessica sul tavolo con la farina.

Che io a volte mi chiedo se ho un cuore, forse non l’ho mai avuto e non ricordo se qualcuno me lo ha strappato o non l’ho mai avuto davvero. O forse sì, ce l’ho ma non lo ascolto, lo azzittisco e lui si incazza e allora non mi parla più.

Temo questa forma bipolare, come del resto è plateale in mio padre, per cui spesso mi chiedo se era scritto già mille anni fa nel DNA, nel polimero organico, nella molecola a catena che abita in ogni essere, qui sulla terra e non solo.

Ma no, forse sono solo parole e a volte fuggire serve a qualcosa. Andare in rehab, forzata, senza telefono, senza connessione, a fare quelle cose che ti riportano allo stato primitivo, in spiaggia, nudi, a bere, fumare e nutrirsi di pesce. No, no, non pensare male, scrivo picanha, così non fai il malizioso. E chissà se in questo ritorno alle origini, piano piano ti disintossicherai oppure andrai in astinenza e cercherai un Wi-Fi, labile, labile per riconnetterti al mondo, oltre l’oceano, al cemento, alle email di lavoro, agli amici, alle amiche, agli animali tutti.

Chissà come reagirai, quando dovrai tornare, dopo quindici fottuti giorni, lasciare ancora, dopo tanti anni, un pezzo del tuo cuore lì, allora scoprirai che il cuore c’è l’hai, semplicemente lo ascolti quando ti pare e piace. Mannaia!

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30 pensieri su “Chissà se il cuore ce l’hai

      1. Si ma secondo me dirà di no. Perchè fondamentalmente la sua missione è deluderci. ma lui sa bene che più ci delude (oggi) più l’ameremo (anche domani). E’ una questione questa tipicamente ysingriana.

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      1. Per carità… non vorrei mai essere tagliente, tantomeno con le persone di cui ho considerazione. Cerco semplicemente punti di vista interessanti, anche per mettere “alla prova” i miei.

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  1. Demonio

    Posso fare un complimento a modo mio (nel senso che non son bravo a farli…) e dirti che, sei sempre di più una rivelazione? Non so se sarei capace di rinunciare alla tecnologia anche se non ne sono schiavo e non ne abuso. Non so se saprei vivere in quel modo. Ma mi piace il tuo mondo fatto di cose essenziali in cui prima di tutto vengono le persone con tutto il cuore e poi,semmai il resto.

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