Le fiche di Milano 

  
Quando ti vesti per andare a Milano devi sempre essere due gradini più in su, per forza. Perché a Milano è così, ci sono le strafiche tiratissime, modelle slave stupende, dee solo gambe con tacchi chilometrici. Per cui anche se in periferia sembri parecchio fuori luogo e a prima vista parresti una baldracca d’alto borgo, poi a Milano sei perfettamente calata nella parte e giri per via Manzoni con sicumera. Per cui sdogani senza incertezza gli stivali scamosciati neri con tacchi interessanti, gonna di pelle con frange lunghe, a metà tra charleston e rubber girl, occhiali da sole da nebbia padana e rossetto rosso d’ordinanza.

E quando sali sul magnifico Italo inizi come sempre a godere, questa volta con i Dire Straits e un tipo molto serio, giacca cravatta, a cui fai volentieri sbirciare le foto porno soft (poco soft), che scorri con non curanza sul tuo amato Tumblr. E intanto scrivi ispirata dalle vibrazioni dell’alta velocità e le montagne di neve stupenda che fanno cornice. 

E poi parli con lui e ti viene voglia di andare a sciare, di attraversare la giungla, viaggiare col quattroperquattro sul bagnasciuga, come quando, come quando, ero in Brasile e un mojito serviva a placare tutto, a piedi nudi nella sabbia e i baracchini di frutta e cachaça e zucchero di canna.

Quando torno a casa dei miei, mi piace da matti andare a spulciare negli armadi, respirare forte la polvere ovunque e scoprire chicche stupende dimenticate e sepolte nella memoria. Tipo il mio CD preferito, primo nella top ten dei CD di tutti i tempi, introvabile e sconosciuto che si appella Legalization ed il nome è tutto un programma. Dove cantano i Casino Royal, Neffa e i Messaggeri della Dopa, Marlene Kuntz e Giuliano Palma, nettamente di sinistra tutto ciò. E mi fa ridere perché quando all’improvviso abbiamo iniziato a parlare di cose serie, mi hai chiesto se ero di destra ed io ti ho detto con gli occhi a forma di cuore: ho sempre votato estrema sinistra, darling.

Ma ora sono sul treno, sono quasi arrivata ed eccomi alla canzone numero 9 dell’album On Every Street, nettamente un disco romantico, cazzo, cazzo! E piove pure!

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32 pensieri su “Le fiche di Milano 

  1. Pingback: Tanita sul treno, ancora ricordi di viaggio – m3mango

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