L’aperitivo

bacio

Me l’hai fatta vedere in foto, come se dovessi scegliere una cosa da comprare. Eccola lì. Me l’hai presentata a voce, scegliendo i particolari giusti, un sapiente equilibrio tra rassicurazione e trasgressione. E’ mia cugina, è molto simpatica, è bisessuale, ci sa fare. Tu non hai idea che feste organizza. E’ molto dolce, è bionda, occhi azzurri come i tuoi. Pensa che l’altro giorno ero a casa sua e mi ha mostrato il suo materasso. Aveva delle macchie enormi. Sai… squirta alla grande.

Ok, va bene, organizziamo. Gli appuntamenti combinati sono sempre un gran casino. Tutti sanno tutto, e fanno finta di non sapere. Per cui c’è quel misto di imbarazzo nell’aria, per una timida come me.

Poi, alla fine ho capito perché eri così gentile. Come un cupido, volevi a tutti i costi esaudire la mia fantasia. Perché? Ti avevo detto che tu non dovevi partecipare. Era la mia prima volta, non volevo cazzi tra i piedi. Però potevi guardare, se volevi. Potevi adagiarti sulla poltrona comoda davanti a noi e goderti la scena. Potevi fumare una di quelle canne, che non sai minimamente rollare. Potevi toccarti. Potevi. Tu, unico spettatore e noi sul palco.

Un aperitivo. Si, un aperitivo sei. Sei simpatica. Sorridi, inclinando leggerissimamente il capo. Hai gli occhi profondi ed io non so da che parte iniziare. Invece si, come quando non sai nulla e questo invece che spaventarti ti rende spavalda. Con quella sicumera, da prendermi a schiaffi.

Ma tu sei più brava, più esperta di me. Sai muovere i piedi sotto il tavolo. Sai allungare la gamba, che scorre tra le mie cosce. Sai infilare le dita dei piedi nella mia fessura. E godi a vedermi imbarazzata, con le gote vermiglio.

Sono tua. Le mie gambe divaricate e il mio sguardo mi rendono accessibile. Sono tua mentre tuo cugino spara cazzate seduti al bar, che né io né te ascoltiamo.

Sono tua, mentre ti seguo come un cagnolino, mano nella mano a casa tua, in centro. Sono tua mentre affondi il viso nella mia fica fradicia sul pianerottolo di casa, mentre mi inchiodi a quattro zampe e mi penetri col cazzo di gomma, mentre infili le tre dita ad uncino.

Vorrei avere più spazio, in questi 3×3 che ci circondano. Vorrei essere parte attiva, dimostrarti tutto il mio amore di una sera. Vorrei soffermarmi lentamente e con foga sulla tua fica glabra. Lo so, lo so cosa si deve fare. Sono sapiente, la lingua, la punta della lingua, il naso, i polpastrelli. Ci posso stare delle ore. Non ho fretta, voglio vederti gemere, urlare, squirtare. Come un dono, apposta per me.

Tu sei l’aperitivo e io so già che da oggi non potrò più farne a meno. Forse non sarai più tu, ma come una dipendenza, un vizio, ne cercherò altre e mi chiederò come ho potuto farne a meno fino ad ora.

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